Essenziale

Mi risveglio, appoggio i piedi a terra e dal dolore, mi accorgo di star vivendo oltre. Oltre i pensieri, oltre la quotidianità. Oltre le cose pratiche ed indispensabili della vita in una società.

Se dovessi definirmi, così all’improvviso, e dire: sono Tal dei Tali, sono così e così, faccio quello che faccio, i miei sogni sono questi e quelli – ecco, penso che ancora una volta mi ritroverei in un mondo di cartapesta, schiava di schiavi, col sorriso sulle labbra, nell’eterno gioco, nel mantra inafferrabile del sottile equilibrio tra realtà, materia, vibrazione, spirito ed essenza.

Metto i piedi a terra, al mattino

il pavimento è solido, freddo

sento le ossa artritiche, i tendini, i muscoli, le vene

mi muovo a fatica, sono vecchia

e mi accorgo che io, che non sono nulla delle altre cose che credo di essere, ho bisogno di sfondare questo invisibile muro che mi separa dalla verità

Oggi mi sento circondata dalla mediocrità, e l’ignoranza acuta mi fa paura. Oggi il mondo opprimente e falso che mi costringe a pagare perfino l’aria inquinata che respiro, mi sembra che sia popolato solo da ignari Caini. Sono innumerevoli ere che l’uomo si affanna. Corre come topo in gabbie dai percorsi già scritti in mano a padroni ricchi e altrettanto schiavi.

Crede che tutto ciò che fa sia la sua vita, il suo significato. Invece bisognerebbe guardare oltre il nulla cosmico di essere polvere che passa – sì, anche oltre questa consapevolezza.

Perchè è inutile illudersi che noi siamo semplicemente il nostro lavoro, i nostri soldi, la nostra educazione, o le nostre case, le nostre macchine, i nostri televisori, i nostri vestiti, il nostro cibo, nulla che possiamo fare, dire, avere, esprimere, le nostre poesie e i nostri sogni.

Noi non siamo nulla di tutto questo, non siamo le nostre esperienze, le nostre proiezioni e pensieri, i nostri possedimenti, non siamo il nostro destino, nè il cosiddetto fato nè la nostra storia

Oggi gli uomini si indignano perchè viene lesa la propria opinione. Non perchè viene umiliata la verità, perchè si vive come bestie da macello, perchè non c’è libertà in una economia governata da banche e multinazionali, perchè siamo tutti schiavi del debito, questo illusorio vuoto, perchè paghiamo con soldi e cifre esorbitanti per cose essenziali che non costano nulla o una frazione di quello che viene chiesto per esse

Oggi l’uomo si indigna perchè qualcuno lo spintona accidentalmente nella folla, al punto di uccidere, o perchè qualcuno va troppo lento in macchina d’avanti a lui, che ha bisogno di sfrecciare, almeno quello, oh!, sfrecciare velocissimo, per illudersi di essere potente, libero, giovane, intelligente, furbo, di valore. Oggi il piccolo nulla impera. Oggi la cultura – non illudiamoci – è l’insieme del nulla che siamo.

La cultura è morta, in mano ai ministri corrotti, in mano ai musei chiusi, in mano allo spettacolo per un’elité che compra biglietti per fare vita sociale e non per riflettere, in mano a colori che scrivono format, che sfregiano il volto della realtà, in mano ai balli delle debuttanti

La cultura non è una dea dell’oligarchia, è semplicemente l’insieme delle nostre proiezioni.

Ma le nostre proiezioni non sono la nostra essenza. Dobbiamo chiederci “chi siamo?” dove risiede la mia verità? Sono la mia testa, il mio pensiero, il mio ventre? Dove sono e chi sono?

E così fancedo,

mi ritrovo al punto di prima

immersa in quello che chiamiamo reale

ancora al di sotto del muro invisibile

Perchè a cosa serve interrogarsi sulla cultura, quando io non sono la cultura? Dovrei chiedermi dove risiede la mia essenza, la mia persona.

Formiche, siamo meno delle formiche, e lo dico senza disprezzo per gli animali, che vivono in pace tra la loro gente, e lavorano, e producono, e curano i propri piccoli, e vivono meglio degli uomini, perchè hanno lavoro per tutti, case per tutti, cura per tutti.

Non siamo come le formiche, perchè ci illudiamo che il formicaio sia tutto. le formiche non si illudono sul formicaio. Non pensano al senso dell’essere formica.

Ogni uomo cerca l’essere, oggi, attraverso la possibilità di essere visti. Non importa ciò che si esprime, ma l’essere conosciuti.

Ieri sera, guardavo un film, un bel film: “Profumo”. Ad un certo punto, il protagonista si accorge di non avere una propria essenza, di poter avvertire tutte le altre essenze tranne la propria, e allora decide di dimostrare al mondo di esistere, e di valere qualcosa. Vuole essere riconosciuto, vuole che gli altri si accorgano di lui. Non importa che non abbia alcuna essenza, come un uomo senza ombra, come un uomo senza proiezione.

Cos’è l’essenza?

In questo luogo di uomini senza coscienza di sè

viviamo di proiezioni

inseguiamo realizzazioni

abbiamo bisogno di soldi, tanti soldi

abbiamo bisogno di questa prigione

perchè pensiamo che le impalcature

siano solide

che i sogni siano nostri e non pilotati

che il futuro sia libero e non imposto dalla casta

ma la casta esiste

esiste

esiste

esiste la società

con i pidocchi che dai livelli apparentemente più bassi

o più alti

sono tutti uguali

sono tutti “noi” schiavi e padroni

in ogni livello

Il mondo potrebbe facilmente essere capovolto, e sembrare sempre lo stesso.

 

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